lunedì 31 ottobre 2011

SPETTRI - "Spettri" (1972, stampato nel 2011)

Sono molto felice di aver contribuito attivamente alla pubblicazione di un documento che era rimasto inedito per ben 39 anni, ovvero l'album “progressivo” degli Spettri, gruppo fiorentino che per ora era noto solo agli appassionati del beat italiano. Non esisteva una documentazione sonora di una fetta molto importante della loro carriera, l'ambito dark-prog intrapreso nei primi '70.

Il vecchio nastro giaceva, col cartone un po' malconcio, in una scatola sepolta in una cantina di Firenze, e quando i fratelli Ponticiello, rispettivamente cantante, chitarrista e bassista della band, lo hanno riscoperto, non hanno esitato a farmelo ascoltare, e grazie alla Black Widow l'album ha finalmente visto la luce.
La musica è un ottimo rock di matrice anglosassone, influenzato da band come Atomic Rooster e Black Sabbath, ma tutto molto prog, introduzione e quattro parti con ampi inserti strumentali, e le poche liriche vedono un concept basato su un uomo che rivolgendosi al mondo metafisico per sfuggire all'orrendezza del mondo moderno, viene ingannato e finisce per impazzire. Un'argomentazione che rivela anche il preciso periodo in cui è stato concepito il disco, 1971, quando molte band in Inghilterra già stavano sperimentando da tempo il dark-sound, ironia della sorte l'album è stato registrato un “venerdì 13”, quello dell'ottobre 1972.
Disco molto interessante, sia per gli amanti del prog che per I collezionisti, la copertina è un dipinto ad olio dell'artista Ferìda.
Daniele Nuti